Storia ed evoluzione degli Smart Contract

(a sinistra la rappresentazione grafica di un contratto tradizionale, a destra uno di tipo Smart)

Sommario: 1) Ideazione; 2) Fondamenta tecnologiche; 3) Evoluzione; 4) Tipi di Smart Contract; 4.1) Smart Legal Contract ( Contratti Intelligenti di tipo Legale); 4.2) Smart Code Contract ( “Contratti” software privi di contenuto legale); 5) Conclusioni.

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La narrazione degli Smart Contract è caratterizzata da tre precisi momenti storici avvenuti a distanza di anni: l’ideazione (1994), le fondamenta tecnologiche (2009) e l’evoluzione (2014).

  1. Ideazione

E’ il 1994 e Nick Szabo pone la pietra miliare di quel “movimento” che, più di vent’anni dopo, avrebbe dato vita alla quarta rivoluzione industriale. Il grande informatico statunitense delinea il concetto di Smart Contract[1], ovvero un tipo di software che automatizza, in maniera efficiente e trasparente, taluni compiti pre-assegnati da una o più parti.

Il primo modello essenziale di Smart Contract teorizzato da Nick Szabo è quello della vending machine, dove il software e l’ hardware della macchina distributrice gestiscono la vendita di un certo bene, ad esempio un caffè, verificando che quando sia depositata dall’acquirente una cifra predeterminata , sia consegnato il prodotto desiderato. Ciononostante nel 1994 mancava la tecnologia – ci trovavamo ancora agli inizi della diffusione di internet – e la vera necessità affinché gli Smart Contract potessero svilupparsi e diventare di uso quotidiano.

2) Fondamenta tecnologiche: blockchain

Soltanto nel 2009, il Bitcoin ha introdotto il primo prototipo della tecnologia blockchain[2], che qualche anno dopo avrebbe spalancato le porte all’avvento dell’era degli Smart Contract.

In generale la blockchain è una tecnologia informatica che consente di registrare, su un database condiviso da una rete di computer, qualsiasi tipo di dato in modo sicuro e tracciabile. Il suo fulcro è quello del consenso tra i partecipanti, che collaborano al mantenimento e alla “messa in sicurezza” della piattaforma.

Per mezzo di questa tecnologia è stato possibile creare per la prima volta la scarsità digitale, evitando la replicabilità all’infinito di uno stesso documento informatico. Il suo primo campo di applicazione è stato quello della monetica (Bitcoin), che ha posto le basi per la creazione di un nuovo sistema di denaro digitale, parallelo a quello attuale, rendendo il mondo dei pagamenti più fruibile anche da parte degli utenti non bancarizzati[3].

3) Evoluzione: Smart Contract sulla blockchain

Il vero punto di svolta della tecnologia blockchain, fino ad allora relegata quasi esclusivamente al settore della monetica, avviene nel 2014, quando l’allora diciannovenne Vitalik Buterin pubblica il White Paper di Ethereum[4], delineando le caratteristiche di quella che sarebbe diventata successivamente la piattaforma di riferimento per lo sviluppo e l’esecuzione degli Smart contract sulla blockchain.

Pur esistendo modelli teorici di Smart Contract – come l’acquisto presso di un caffè presso una macchina distributrice di generi alimentari – questi non disponevano fino ad allora di una tecnologia – la blockchain – e di una piattaforma – Ethereum – che offrissero la possibilitá di cristallizzare la volontà di una o più parti in modo indelebile ed immutabile, garantendo che ad una certa/e premessa/e corrispondesse un risultato certo al verificarsi di determinate condizioni.

4) Tipi di Smart Conctract

Il termine “Contratto Intelligente” può essere fuorviante per i più in quanto viene usato spesso in modo atecnico. Taluni si sforzano nell’ adattare certe fattispecie contrattuali esistenti alla natura e alle caratteristiche proprie dello Smart Contract. E’ mia opinione che questo tipo di lavoro presuppone un erronea comprensione e scarsa conoscenza dei “contratti” di tipo Smart.

In effetti non è facile comprendere le problematiche di questa materia, in quanto queste necessitano di competenze trasversali “crossover” nel settore legale, economico ed informatico. Non a caso si parla di Fintech[5] e, più recentemente, di Legaltech[6].

Prima di definire cosa sia uno Smart Contract, è necessario fissare dei punti fermi che aiutano a coglierne gli aspetti fondamentali. Tutti i contratti intelligenti hanno caratteristiche comuni:

– sono software “scritti” su un database condiviso (blockchain) sicuro, tracciabile ed immutabile, che verificano automaticamente, ad una certa data e/o evento, certe condizioni prestabilite a monte da una o più parti/enti/macchine;

– le suddette condizioni devono essere intellegibili istantaneamente da un software. Spesso vi sono centinaia di condizioni in un singolo Smart Contract o esistono svariati Smart Contract tra di loro “collegati” da un nesso logico/sistemico ( Dao – Dac);

Tuttavia non esiste un unico tipo di Smart Contract. Il dato fondamentale per catalogarli è la natura delle condizioni scritte all’interno dello stesso:

4.1) Smart Legal Contract ( Contratti Intelligenti di tipo Legale)

Qui il contenuto legale del contratto intelligente è essenziale. Pensiamo alla certificazione notarile di un documento (ad es. una semplice certificazione temporale di un contratto, l’identità delle parti ecc.) o al trasferimento della proprietà di un certo dominio internet al verificarsi di determinate condizioni (ad es. l’accredito di un bonifico, eseguito dalla banca del compratore, sul conto corrente del venditore);

4.2) Smart Code Contract ( “Contratti” software privi di contenuto legale)

In questo caso ci troviamo di fronte ad un programma che in maniera atecnica viene chiamato con il nome di contratto intelligente. Ipotizziamo di sviluppare uno Smart Contract che gestisce, tramite l’ IoT[7], la temperatura presente nella nostra abitazione al variare di quella esterna.

5) Conclusioni

I contratti e lo studio delle implicazioni economiche degli stessi sono sempre più al centro dell’attenzione degli studiosi. E’ notizia di questi giorni che è stato assegnato il premio Nobel dell’Economia[8] 2016 a Oliver Hart e Bengt Holmström .

Da qui a 10-15 anni (forse anche meno) aumenterà la fruibilità dei contratti intelligenti, sia di tipo Legal che Code, anche attraverso l’integrazione degli stessi nelle App di uso quotidiano.

In particolare il mondo delle professioni subirà un radicale processo di trasformazione e disintermediazione, che porterà ad una rivoluzione nel modo di offrire e fruire di determinati servizi.

Avv. Leonardo Maria Pedretti

  1. Nick Szabo – Smart Contract: http://szabo.best.vwh.net/smart.contracts.html
  2. Bitcoin White Paper: https://bitcoin.org/bitcoin.pdf
  3. Global Financial Inclusion (Global Findex) database of the World Bank http://www.gallup.com/businessjournal/182945/greater-financial-inclusion-unbanked-possible.aspx
  4. Ethereum: Libro Bianco – White Paper. Traduzione di Leonardo Maria Pedretti http://www.ethereum-italia.it/?page_id=160
  5. Fintech – definizione : http://www.investopedia.com/terms/f/fintech.asp
  6. Legal Tech: http://www.lawtechnologytoday.org/2015/08/how-lawyers-and-legal-tech-can-work-together-to-create-a-win-win-situation/
  7. Internet of Things: https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_delle_cose
  8. Nobel Econmia 2016: http://www.internazionale.it/notizie/2016/10/11/nobel-economia-contratti