Ethereum Italia – Report Meetup 6 Aprile

Il 6 aprile si è tenuto l’ultimo Meetup di Ethereum Italia. Questo appuntamento ha, nel corso degli anni ( dal 9 giu 2014 ! ), raccolto sempre più interesse ed iscritti. Basti pensare che ad oggi il numero dei partecipanti è di 424 persone e giovedì scorso erano iscritti 58 partecipanti.

Molti amici sono arrivati da diverse parti d’Italia per avere un quadro sull’attuale stato delle cose nel mondo di Ethereum. Il tema principale ha riguardato l'”aggiornamento” software  (detto Metropolis) della piattaforma Ethereum.

 

Il lavoro svolto in questi 3 anni (il 9 giugno facciamo il compleanno!) sta consentendo che sempre più persone conoscano e apprezzino questa tecnologia. Il futuro ci aspetta a braccia aperte !

A presto,

Leonardo M. Pedretti

P.S.

Qui sotto trovate le slides di Metropolis.

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A presto,

Leonardo M. Pedretti

 

Storia ed evoluzione degli Smart Contract

(a sinistra la rappresentazione grafica di un contratto tradizionale, a destra uno di tipo Smart)

Sommario: 1) Ideazione; 2) Fondamenta tecnologiche; 3) Evoluzione; 4) Tipi di Smart Contract; 4.1) Smart Legal Contract ( Contratti Intelligenti di tipo Legale); 4.2) Smart Code Contract ( “Contratti” software privi di contenuto legale); 5) Conclusioni.

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La narrazione degli Smart Contract è caratterizzata da tre precisi momenti storici avvenuti a distanza di anni: l’ideazione (1994), le fondamenta tecnologiche (2009) e l’evoluzione (2014).

  1. Ideazione

E’ il 1994 e Nick Szabo pone la pietra miliare di quel “movimento” che, più di vent’anni dopo, avrebbe dato vita alla quarta rivoluzione industriale. Il grande informatico statunitense delinea il concetto di Smart Contract[1], ovvero un tipo di software che automatizza, in maniera efficiente e trasparente, taluni compiti pre-assegnati da una o più parti.

Il primo modello essenziale di Smart Contract teorizzato da Nick Szabo è quello della vending machine, dove il software e l’ hardware della macchina distributrice gestiscono la vendita di un certo bene, ad esempio un caffè, verificando che quando sia depositata dall’acquirente una cifra predeterminata , sia consegnato il prodotto desiderato. Ciononostante nel 1994 mancava la tecnologia – ci trovavamo ancora agli inizi della diffusione di internet – e la vera necessità affinché gli Smart Contract potessero svilupparsi e diventare di uso quotidiano.

2) Fondamenta tecnologiche: blockchain

Soltanto nel 2009, il Bitcoin ha introdotto il primo prototipo della tecnologia blockchain[2], che qualche anno dopo avrebbe spalancato le porte all’avvento dell’era degli Smart Contract.

In generale la blockchain è una tecnologia informatica che consente di registrare, su un database condiviso da una rete di computer, qualsiasi tipo di dato in modo sicuro e tracciabile. Il suo fulcro è quello del consenso tra i partecipanti, che collaborano al mantenimento e alla “messa in sicurezza” della piattaforma.

Per mezzo di questa tecnologia è stato possibile creare per la prima volta la scarsità digitale, evitando la replicabilità all’infinito di uno stesso documento informatico. Il suo primo campo di applicazione è stato quello della monetica (Bitcoin), che ha posto le basi per la creazione di un nuovo sistema di denaro digitale, parallelo a quello attuale, rendendo il mondo dei pagamenti più fruibile anche da parte degli utenti non bancarizzati[3].

3) Evoluzione: Smart Contract sulla blockchain

Il vero punto di svolta della tecnologia blockchain, fino ad allora relegata quasi esclusivamente al settore della monetica, avviene nel 2014, quando l’allora diciannovenne Vitalik Buterin pubblica il White Paper di Ethereum[4], delineando le caratteristiche di quella che sarebbe diventata successivamente la piattaforma di riferimento per lo sviluppo e l’esecuzione degli Smart contract sulla blockchain.

Pur esistendo modelli teorici di Smart Contract – come l’acquisto presso di un caffè presso una macchina distributrice di generi alimentari – questi non disponevano fino ad allora di una tecnologia – la blockchain – e di una piattaforma – Ethereum – che offrissero la possibilitá di cristallizzare la volontà di una o più parti in modo indelebile ed immutabile, garantendo che ad una certa/e premessa/e corrispondesse un risultato certo al verificarsi di determinate condizioni.

4) Tipi di Smart Conctract

Il termine “Contratto Intelligente” può essere fuorviante per i più in quanto viene usato spesso in modo atecnico. Taluni si sforzano nell’ adattare certe fattispecie contrattuali esistenti alla natura e alle caratteristiche proprie dello Smart Contract. E’ mia opinione che questo tipo di lavoro presuppone un erronea comprensione e scarsa conoscenza dei “contratti” di tipo Smart.

In effetti non è facile comprendere le problematiche di questa materia, in quanto queste necessitano di competenze trasversali “crossover” nel settore legale, economico ed informatico. Non a caso si parla di Fintech[5] e, più recentemente, di Legaltech[6].

Prima di definire cosa sia uno Smart Contract, è necessario fissare dei punti fermi che aiutano a coglierne gli aspetti fondamentali. Tutti i contratti intelligenti hanno caratteristiche comuni:

– sono software “scritti” su un database condiviso (blockchain) sicuro, tracciabile ed immutabile, che verificano automaticamente, ad una certa data e/o evento, certe condizioni prestabilite a monte da una o più parti/enti/macchine;

– le suddette condizioni devono essere intellegibili istantaneamente da un software. Spesso vi sono centinaia di condizioni in un singolo Smart Contract o esistono svariati Smart Contract tra di loro “collegati” da un nesso logico/sistemico ( Dao – Dac);

Tuttavia non esiste un unico tipo di Smart Contract. Il dato fondamentale per catalogarli è la natura delle condizioni scritte all’interno dello stesso:

4.1) Smart Legal Contract ( Contratti Intelligenti di tipo Legale)

Qui il contenuto legale del contratto intelligente è essenziale. Pensiamo alla certificazione notarile di un documento (ad es. una semplice certificazione temporale di un contratto, l’identità delle parti ecc.) o al trasferimento della proprietà di un certo dominio internet al verificarsi di determinate condizioni (ad es. l’accredito di un bonifico, eseguito dalla banca del compratore, sul conto corrente del venditore);

4.2) Smart Code Contract ( “Contratti” software privi di contenuto legale)

In questo caso ci troviamo di fronte ad un programma che in maniera atecnica viene chiamato con il nome di contratto intelligente. Ipotizziamo di sviluppare uno Smart Contract che gestisce, tramite l’ IoT[7], la temperatura presente nella nostra abitazione al variare di quella esterna.

5) Conclusioni

I contratti e lo studio delle implicazioni economiche degli stessi sono sempre più al centro dell’attenzione degli studiosi. E’ notizia di questi giorni che è stato assegnato il premio Nobel dell’Economia[8] 2016 a Oliver Hart e Bengt Holmström .

Da qui a 10-15 anni (forse anche meno) aumenterà la fruibilità dei contratti intelligenti, sia di tipo Legal che Code, anche attraverso l’integrazione degli stessi nelle App di uso quotidiano.

In particolare il mondo delle professioni subirà un radicale processo di trasformazione e disintermediazione, che porterà ad una rivoluzione nel modo di offrire e fruire di determinati servizi.

Avv. Leonardo Maria Pedretti

  1. Nick Szabo – Smart Contract: http://szabo.best.vwh.net/smart.contracts.html
  2. Bitcoin White Paper: https://bitcoin.org/bitcoin.pdf
  3. Global Financial Inclusion (Global Findex) database of the World Bank http://www.gallup.com/businessjournal/182945/greater-financial-inclusion-unbanked-possible.aspx
  4. Ethereum: Libro Bianco – White Paper. Traduzione di Leonardo Maria Pedretti http://www.ethereum-italia.it/?page_id=160
  5. Fintech – definizione : http://www.investopedia.com/terms/f/fintech.asp
  6. Legal Tech: http://www.lawtechnologytoday.org/2015/08/how-lawyers-and-legal-tech-can-work-together-to-create-a-win-win-situation/
  7. Internet of Things: https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_delle_cose
  8. Nobel Econmia 2016: http://www.internazionale.it/notizie/2016/10/11/nobel-economia-contratti

Ethereum Devcon2: report e brevi considerazioni

“From Shanghai with Love”

Sono recentemente tornato in Italia dopo aver partecipato, dal 19 al 21 settembre presso l’ Hotel Hyatt on the Bund di Shanghai, alla conferenza annuale di Ethereum Devcon2”.

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L’atmosfera era quelle delle grandi occasioni. L’organizzazione dell’evento è stata curata dalla Ethereum Foundation con il patrocinio di Microsoft (sponsor principale e partner tecnologico con la piattaforma Azure). Rispetto alla stessa conferenza dello scorso anno — tenutasi a Londra — eravamo più del doppio delle persone (circa 700 persone confermate).

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Con sempre più forza Ethereum (ad un solo anno dal lancio pubblico) si sta imponendo come piattaforma per lo sviluppo e l’esecuzione degli Smart Contracts sulla blockchain .

Questi due termini sono di cruciale importanza ed occorre capirne il motivo. Riassumendo:

Blockchain !?

  • A cosa serve ?

Si tratta di di una tecnologia informatica che consente di registrare qualsiasi tipo di dato in modo sicuro e tracciabile. Il suo campo di applicazione è immenso: monetica, grande distribuzione, settore farmaceutico, internet delle cose ecc.

  • Perché è importante ?

Fino ad oggi la società delle informazioni nella quale viviamo, non poteva disporre di una tecnologia che permettesse di registrare dati in maniera sicura ed indelebile e di conservare gli stessi per un lungo periodo, preservandoli, al contempo, da possibili attacchi hacker. Il meccanismo principale si cui si basa qualsiasi blockchain è quello consenso tra i partecipanti che collaborano al mantenimento e alla “messa in sicurezza ” della piattaforma informatica.

Smart Contracts !?

  • A cosa servono ?

Sono software che automatizzano, senza possibilità che terzi possano comprometterli, in maniera efficiente e trasparente taluni compiti pre-assegnati da una o più parti. Gli Smart Contracts utilizzano la blockchain per il loro funzionamento.

  • Perché sono importanti ?

Fino ad oggi era impossibile garantire che ad una certa premessa corrispondesse automaticamente, anche a distanza di svariati anni, un risultato assolutamente certo al verificarsi di determinate condizioni.

Su queste tematiche torneremo con ulteriori approfondimenti più avanti, con particolare riferimento agli Smart Legal Contracts e agli Smart Code Contracts.

Ethereum : Key Factors 

La nascita di Ethereum ed il suo continuo sviluppo risale a circa due anni fa ed il suo segreto consiste nell’offrire una piattaforma flessibile per lo sviluppo e l’esecuzione degli Smart Contracts sulla blockchain. Riuscire a costruire una piattaforma talmente rivoluzionaria in così poco tempo è stato davvero un “miracolo tecnologico” degli sviluppatori, che hanno contribuito e stanno contribuendo a migliorarla giorno dopo giorno.

Le pietre miliari della sua progettazione sono il sapiente utilizzo di differenti linguaggi di programmazione (tra cui Solidity è il più famoso ed utilizzato) , i diversi team che lavorano sulla piattaforma, la stretta collaborazione tra alcuni degli stessi, la velocità di ideazione e di esecuzione concreta di nuove idee e per ultimo, ma non da ultimo, l’abilità di “sapere correre velocemente ai ripari” quando ce ne sia bisogno.

A tal proposito voglio ricordare il caso di The Dao.

The Dao – aka breve storia su come imparare e rimediare dagli errori

The Dao è stato il progetto più finanziato nella storia delle crowdsale, circa 160 milioni di dollari raccolti nella primavera di quest’anno.

L’obiettivo di The Dao era quello di creare il più “importante” Smart Contract di sempre, il cui scopo principale era quello di agire come fondo di investimento per i progetti presentati via via nel corso del tempo da diversi candidati-aziende. I partecipanti alla The Dao avrebbero potuto così godere di una futura remunerazione proveniente dai progetti-aziende così finanziate.

Purtroppo il codice informatico alla base del progetto The Dao presentava un “bug”, che ha provocato un malfunzionamento da cui è derivato un emorragia di un’ingente quantità di denaro dal fondo di investimento.

Ciò ha portato alla “morte” del progetto e ad un periodo di accesi dibattiti circa la sicurezza degli Smart Contracts ed in particolare sugli effetti non desiderati causati dalla presenza di uno a più bug informatici negli stessi. Tale tematica ha catturato una notevole attenzione alla Devcon2.

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Infatti sono stati esposti molteplici pitch riguardanti la verifica formale “Formal verification” degli Smart Contracts e, in particolare, come fare per prevenire che uno Smart Contract abbia un bug che ne mini il funzionamento una volta “diffuso” sulla blockchain ?

Finora il “controllo” sulla bontà del codice informatico di uno Smart Contract, che nel 90% per cento dei casi è di tipo open source, è sempre stato fatto in un momento antecedente all’esecuzione dello stesso. Ciononostante non sempre, come nel caso di The Dao, il controllo “umano” si è rivelato sufficiente. Una possibile soluzione consiste nel creare altri programmi che verifichino automaticamente il codice degli Smart Contracts, prima che questi vengano eseguiti.

Dal mio punto di vista perfezionare tali tipi di strumenti è di fondamentale importanza. Pensate quanti interessi  – sia di natura economica che non – e aspetti della vita di tutti i giorni saranno gestiti dagli Smart Contracts. Arriverà presto un giorno in cui l’uso degli stessi sarà talmente permeante che ognuno di noi, senza accorgersene, li userà nella vita quotidiana.

Il “cattivo” funzionamento degli Smart Contracts potrebbe implicare, nel prossimo futuro,  il fallimento di certi tipi di business e, in alcuni casi, alla paralisi della vita quotidiana di una città – pensiamo al loro utilizzo nell’ambito delle Smart Cities. In definitiva, la maggiore complessità e le più forti connessioni con il mondo reale di tali tipi di programmi,  potrebbero comportare rimedi ex post sempre più difficili da eseguire.

CashEth

Altro argomento che mi ha colpito è stato quello della futura integrazione della piattaforma di Ethereum all’interno dell’home banking della Banco Santander.

E’ davvero cruciale che la prima banca al mondo a sbilanciarsi in favore dell’uso quotidiano di una blockchain, abbia scelto questa piattaforma.

  • Di cosa si tratta ?

Sarà possibile per qualsiasi persona che abbia un conto presso questa banca, acquistare beni/servizi su siti convenzionati attraverso la piattaforma di home banking di Santader. Tale servizio utilizzerà Ethereum per la creazione di un token virtuale, che avrà un valore 1:1 con l’euro e sarà immediatamente convertbile, per effettuare i pagamenti.

  • Perché è importante ?

Le banche sono sempre state escluse dall’ e-commerce. Attualmente pochissimi esercizi commerciali online accettano il bonifico bancario come mezzo per l’acquisto di beni/servizi. Il motivo ? La lentezza di questo strumento di pagamento. Infatti il tempo medio necessario affinchè venga accreditato un bonifico, dal momento dell’esecuzione dello stesso,  in area SEPA è di 1–2 giorni . I trasferimenti di denaro internazionali richiedono anche 1 settimana !

Il commercio elettronico necessità, sempre più, di strumenti più veloci ed efficienti del bonifico bancario. Finora questo problema è stato affrontato ricorrendo a vecchie e costose tecnologie, principalmente le carte di credito e/o circuiti di pagamento basati sulle stesse, agli acquisti effettuati nell’e-commerce.

Con servizi come CashEth le banche potrebbero avere la chiave di volta per entrare in questo mondo, entrando come protagoniste in un settore sempre, a loro, ostico.

Conclusioni

Premetto che ho seguito il progetto Ethereum fin dall’inizio ( gennaio 2014 ) e sono quasi 4 anni che studio la tecnologia blockchain.

Ho avuto la possibilità di interessarmi di decine -probabilmente centinaia – di piattaforme blockchain, analizzando, più nel dettaglio, talune di queste. Ethereum è quella che mi ha colpito di più, sin dalla lettura del suo White Paper (che ho poi tradotto in italiano CLICCA QUI), e per la quale nutro più interesse.

Sarà questa piattaforma ad “elevarsi” a standard industriale per la tecnologia Smart Contract da qui a 10 anni ? Forse è presto per dirlo, ma da quanto ho potuto studiare e “vivere” in prima persona Ethereum, ci sono tutti i requisiti perché, in futuro, lo diventi. Molto ancora dovrà essere fatto: sviluppo, errori e relativi rimedi, interoperabilità con l’attuale sistema tecnologico e finanziario ( regolamentazione!) . La strada è ancora lunga. Si parla di 5-10 anni … intanto godiamoci lo spettacolo dell’evoluzione del Web 3.0.

Nel frattempo, potete consultare tutte le Presentazioni, divise giorno per giorno, della Devcon2. CLICCA QUI

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A presto,

Leonardo Maria Pedretti

Ethereum Italia founder @ethereumita www.ethereum-italia.it

Inspheer founder @inspheer www.inspheer.com

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Ethereum – ritorno alla normalità

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Solo poche parole per aggiornarvi: L’Hard Fork di Ethereum è passato, con un consenso superiore al 98%, ed un exploit di uno Smart Contract ( DAO 0.1 ) è stato rimosso.

Tale consenso, base dell’innovativa tecnologia blockchain è stato espresso democraticamente, dai partecipanti all’ecosistema Ethereum (miners, utenti, prestatori di servizi ecc.).

Ci lasciamo alle spalle un mese complicato sotto molti punti di vista ma, al contempo, molto interessante. L’intero sistema di sicurezza degli Smart Contracts è stato profondamente rivisto e migliorato.

Le prossime DAO saranno più efficienti sotto tutti i profili? Noi crediamo di si anche perchè abbiamo visto come il progetto Ethereum non sia abbandonato a se stesso e sia continuamente migliorato ed implementato.

A settembre ci sarà il più grande evento Ethereum dell’anno a Shangai. Ci vediamo lì !

P.S. Ethereum compie 1 anno tra poco.

 

ETHEREUM & THE DAO: Tempo di scelte tra ideologie e pragmatismo.

“Unoncia di azione vale quanto una tonnellata di teoria.” – Friedrich Engels

Fatto:

Come sicuramente avrete avuto modo di sapere, il software della prima DAO (DAO 1.0 o “The DAO”) è stato utilizzato, da parte di un individuo o un gruppo di individui di indubbia abilità tecnica, per sottrarre fondi dalla “cassa” della TheDAO.

Premesse:

Cos’ è Ethereum ?

Ethereum è una piattaforma nata con lo scopo di costruire e far eseguire, “sopra” la sua blockchain, smart contract. (per approfondimenti https://goo.gl/mt3Vfo )

E gli smart contract ?

Gli smart contract sono dei software che hanno lo scopo di verificare ed eseguire automaticamente, nel tempo, alcuni eventi predeterminati.

Ok, ho sentito parlare di DAO. Cosa sono ?

Le DAO (organizzazioni decentralizzate ed autonome) sono software – di tipo smart contract – che hanno lo scopo di offrire un sistema economico, democratico e trasparente per la gestione società di capitali, associazioni, organismi politici, ong. ecc.

Cosa è successo ? 

Tecnicamente

Da svariati mesi alcuni programmatori stanno implementando la prima versione del software dao (DAO 1.0). Si tratta di una business dao – un fondo di investimento – che ha come scopo quello di offrire a società di capitali – per ora – tradizionali  un modo per raccogliere dei fondi per determinati progetti.

il 28 maggio 2016 è stata lanciata la piattaforma software. Venerdì 17 giugno è stata oggetto di una sottrazione di fondi grazie ad una linea di codice “pensata male” che ha permesso ad un soggetto sconosciuto di sottrarre fondi appartenenti alla DAO 1.0 stessa.

Economicamente

La DAO 1.0 ha raccolto inizialmente circa 160.000.000 $ a cui ne sono stati sottratti approssimativamente 60.000.000 $

Cosa fare ora ?

Premettiamo prima che:

Un Soft Fork è una operazione che aggiorna le funzionalità di Ethereum mantenendo però la retrocompatibilità.

Un Hard Fork, invece, è un aggiornamento del protocollo che rende obsolete le vecchie versioni di Ethereum.

Le opzioni attuabili sono : Niente, Soft fork e/o Hard fork.

1 Niente: teoria del “code is law”

I più fedeli alla linea utopistica della blockchain sono dell’idea di lasciare tutto così com’è. Lasciare che il soggetto che ha sottratto i fondi possa gestire, nel prossimo futuro, gli ether (token alla base della piattaforma Ethereum) frutto della suddetta sottrazione. La loro linea è: “code is law”: è possibile per chiunque – e quindi anche per il suddetto soggetto – sfruttare una “svista” del software DAO 1.0 per qualsiasi fine,  perfino quello di “distrarre” dei fondi dei partecipanti alla DAO per scopi presumibilmente “personali”.

2 Solo soft fork

Onde evitare che l’ attaccante possa continuare a drenare i fondi dalla DAO 1.0 verso la sua DAO e quindi per impedire l’ “emorragia” degli stessi, coloro che propongono di intraprendere questa via vogliono che questi vengano congelati, in modo tale che l’attaccante, in un prossimo futuro, non possa usufruirne (ad es. venderli su exchange).

3 Soft fork seguito da hard fork

Altri ancora vogliono che al soft fork succeda un hard fork.

L’hard fork è una modifica del codice della blockchain Ethereum che permette di eliminare per sempre le conseguenze derivanti da una linea di codice “pensata male” della DAO 1.0. E’ l’ultima e più drastica risorsa disponibile. I puristi blockchain sono assolutamente contrari a questa soluzione in quanto si creerebbe un precedente di “censura”, che vanificherebbe i principi alla base di qualsiasi smart contract (e delle blockchain in generale).

Considerazioni:

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Ci troviamo davanti alla prima grande sfida “ecosistemica” di Ethereum.

Ad un approccio meramente superficiale qualcuno potrebbe sostenere che il programma DAO 1.0 è stato oggetto di una leggerezza a livello di programmazione e che Ethereum – nella sua fase attuale – è perfettamente funzionante e privo di anomalie.

Tuttavia durante la sottrazione di fondi dalla DAO 1.0 sono emersi particolari riguardo alla scrittura degli smart contracts che necessita di attenzione da parte dell’ecosistema Ethereum.

La DAO 1.0 è un primo prototipo delle DAO che verranno ed è stata pensata e creata in una fase beta di Ethereum.

Ciò che Ethereum ha dimostrato è che la sua funzione di esecuzione ed immodificabilità degli smart contracts funziona.

La metodologia di progettazione e scrittura delle DAO, invece deve essere rivista.

Fortunatamente, essendo Ethereum ancora agli albori, c’è spazio di manovra per apportare un limitato intervento umano, inserendo, al momento, la modalità manuale.

Conclusioni finali – “ Consensus is law”:

La blockchain – qualunque essa sia – è un software a consenso sociale democratico. Sono solo i miners ed i nodi della rete a decidere che strada intraprendere. Ricordiamo che chiunque può far girare un nodo o effettuare attività di mining.

In questo momento sta avvenendo una votazione all’interno delle pool di mining su quale strada intraprendere. Riportiamo i risultati parziali per comodità.

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Potete controllare i risultati in tempo reale qui e qui

Se ci sarà un consenso forte questo “passo falso” sarà probabilmente ricordato, nel breve periodo, come un “peccato di gioventù” della piattaforma. Stay tuned !

 

Ethereum Italia

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